….. adolescenza … alcune riflessioni

 

Oggi voglio parlare di adolescenza…….ci sono dentro in pieno con mio figlio….

Oggi essere genitori di adolescenti e non solo, richiede una sfida ancora più grande rispetto al passato, perché il mondo con cui i figli si trovano ad avere a che fare non è più solamente quello “reale”.

L’ esplosione tecnologica che caratterizza la nostra epoca consente ormai di parlare di un vero e proprio mondo parallelo, quello on-line, quello silenzioso , impenetrabile che ti porta via tuo figlio/a per parecchie ore al giorno se non ti accorgi…..

Per mondo virtuale intendiamo un terreno molto vasto, che non riguarda solamente social network e chat, ma anche i videogiochi; questi, supportati dalla rete consentono il crearsi di infiniti “sottomondi” in cui essere chi si vuole, dove si vuole, con chi si vuole, senza muoversi dalla propria stanza, dalla propria casa….

E’ difficile da esprimere, ma è chiaro che è un terreno su cui l’adulto non ha grosse speranze: le nuove generazioni infatti sono quelle dei così detti nativi digitali; indigeni della rete, che in essa si muovono con una destrezza naturale, innata. Se nel mondo reale possiamo parlare loro “per esperienza”, con la “saggezza” di chi ci è già passato da lì, sentendoci sicuri e sentendo di avere un certo controllo; nel virtuale questo non esiste. Puntare sul controllo, quel tipo di controllo, sarebbe inutile o servirebbe unicamente ad alimentare un ovvio senso di impotenza e inefficacia.

Quali sono gli atteggiamenti che si possono consigliare pertanto a tutti i genitori che si trovano ad affrontare un figlio nella fase adolescenziale?

  • Evitare i divieti assoluti, a nulla servirebbe tenerli lontani come fosse peste, se non a incrementare curiosità e il noto fascino per il proibito. La vera sfida per un genitore non sta nel vietare assolutamente i videogiochi, ma per esempio nell’aiutare il figlio a diversificare, a bilanciare le proprie attività di svago e ad essere consapevole del valore del tempo che ha a disposizione.
  • Non demonizzare, ma conoscere. Un altro atteggiamento diffuso è quello del tenere distanza e critica, senza voler conoscere; eppure, se non possiamo contare sull’ “essere indigeni”, non possiamo che metterci nella condizione di esplorare, altrimenti resterà sempre un mondo ignoto e spaventante. Non tutti i videogiochi sono uguali e non è tanto lo strumento in sé ad essere nocivo, ma un suo utilizzo incondizionato e compulsivo. Ricerche addirittura mostrano come i videogiochi abbiano anche effetti positivi per l’apprendimento, lo sviluppo di abilità cognitive e di ragionamento. Alcuni videogiochi come questi ultimi usciti..Fortnite , La Battaglia Reale, Salva il mondo, sono  un po’ più aggressivi, ambientati  su un’isola in cui 100 giocatori lottano per la sopravvivenza. I giochi presentano diverse modalità: singolo, in coppia o in squadra da tre o quattro giocatori.I giocatori scelgono il momento in cui paracadutarsi e fluttuano sino all’area preferita dove ha inizio una corsa agli armamenti per guadagnarsi armi ed equipaggiamenti vari. Oltre agli avversari, i giocatori devono tener conto della tempesta, che lentamente si restringe in una parte casuale della mappa sempre più piccola arrecando danni a tutti coloro che restano al suo esterno. La partita ha termine quando a restare in vita è un solo giocatore o nelle competizioni in team almeno un componente di una squadra. Fortnite è diventato uno dei videogiochi più popolari e venduti, ha già incassato 296 milioni di dollari e ha oltre 500 000 copie già preordinate in tutto il mondo.

E’ importante che il genitore dialoghi con il figlio adolescente per cogliere il suo punto di vista, che si interessi genuinamente a “cosa lui ci trovi”; magari a volte standogli vicino, proponendo di giocare insieme, altre volte semplicemente incuriosendosi del gioco che sta portando avanti.

  • Presenza genitoriale. Se giustamente ci preoccupa l’idea che le relazioni virtuali dei nostri figli arrivino a sostituire quelle reali, anche noi genitori dobbiamo prestare attenzione al nostro ruolo ed evitare di cadere nell’errore di usare, sin da quando sono piccoli, i videogiochi come nostri sostituti. Da mamma so che è una tentazione spesso allettante, perché consente di guadagnare lunghi minuti di desiderata tranquillità, ma rinunciare alla presenza genitoriale non solo non ci permette di fungere da filtro rispetto ai contenuti che si possono incontrare, ma fa anche perdere credibilità e la possibilità di continuare a essere sentiti dai figli come punti di riferimento sicuri. Fa sempre parte della presenza genitoriale: mettere in guardia rispetto ai rischi legati all’interagire con sconosciuti; istruire a non dare mai informazioni personali o indicazioni specifiche; spiegare di non attivare la webcam per far vedere casa e se stessi oltre al gioco; non inviare nessun tipo di materiale ecc. L’obiettivo è che i figli sentano di avere un margine di libertà sufficiente, all’interno però di un contenitore dai confini chiari. Sfogliamo un libro, giochiamo insieme, recuperiamo le vecchie tradizioni….
  • Concordare il tempo. Nella chiarezza dei confini, il tempo gioca un ruolo fondamentale. I figli devono sapere che il tempo per i videogiochi c’è, ma ha un limite. Stabilirlo insieme, utilizzando magari un orologio aiuta a responsabilizzarsi e a tenere un filo con la realtà. A questo proposito, è importante sapere che l’uso notturno facilmente interferisce con la qualità e la quantità del sonno e quindi va a ledere le capacità di concentrazione, intacca l’umore, il ritmo sonno-veglia e grava sul sistema immunitario.

Concludo consigliando di non perdere i momenti di crescita dei nostri figli, godiamoci ogni istante con loro, perché il rapporto si fortifica e si costruisce anche attraverso i momenti passati insieme, non importa quanto ma come ….

Quando saranno grandi sapranno apprezzare quanto gli abbiamo donato e ne faranno tesoro…e noi saremo ricchi dell’amore ricevuto…

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